Protocollo di intervento
Il Servizio Disturbi Alimentari della
ULSS 7
svolge la propria attività secondo un preciso protocollo, che
fa riferimento ad un programma integrato di diagnosi e trattamento dei
disturbi alimentari sviluppato nei paesi anglo-sassoni e perfezionato
dall'equipe sanitaria dell'Università di
Padova, coordinata dal professor Paolo Santonastaso.
Il trattamento multiprofessionale integrato per i disturbi
dell'alimentazione si ritiene debba coinvolgere diverse figure
terapeutiche: lo psichiatra, lo psicologo, l'internista, la dietista,
il terapista familiare. Le diverse figure professionali devono essere
in grado di comunicare fra loro per poter collaborare proficuamente.
È necessario, quindi, un coordinamento dell'equipe da
parte di un terapeuta con una specifica competenza nei disturbi
alimentari. Uno psichiatra, in particolare, può per la sua
formazione cercare di colmare la scissione mente-corpo tipica di
questi pazienti, scissione che facilmente viene riprodotta
nell'equipe curante.
Il trattamento multi-professionale integrato praticato dall'equipe
del Servizio per i Disturbi Alimentari prevede una articolazione
specifica degli interventi, organizzati secondo fasi che comprendono:
un primo momento diagnostico, una fase di motivazione al trattamento,
ed infine il trattamento vero e proprio, con supporto fornito anche ai
genitori dei pazienti, che sono spesso minorenni od interamente
a carico della famiglia.
L'intero processo terapeutico si basa su alcuni principi cardine:
- una chiara definizione delle modalità e delle finalità dell'intervento (contratto terapeutico);
- un approccio direttivo e prescrittivo negli interventi;
- uno stile di lavoro impostato sul "case management".
L'approccio basato sul "case management"
è particolarmente importante per dare continuità agli
interventi praticati dalle molteplici figure professionali. In base
a questo approccio un'unica figura di riferimento coordina gli interventi
e custodisce la "storia" clinica e personale del paziente.
La presa in carico direttiva è altrettanto importante, in quanto
permette di costruire l'alleanza terapeutica sulla base di un
contratto definito, e riduce nel paziente l'ansia di intraprendere il
cambiamento, attraverso l'attribuzione al terapeuta del potere decisionale.