DCA Disturbi del Comportamento Alimentare ULSS

Direzione Regionale Servizi Sanitari
Assessorato alle Politiche Sanitarie

Situazione psicologica

Nei DCA la stima di sé è eccessivamente influenzata dal peso e dalla forma del corpo con importanti oscillazioni dell'umore in relazione alla percezione di essere o meno riusciti a controllarne il comportamento. Nell'anoressia nervosa è presente spesso una alterazione dell'immagine corporea per cui ci si vede sempre troppo grassi anche quando già sottopeso.
Nella bulimia il vomito autoindotto e la segretezza di questo comportamento riducono ulteriormente la stima di sé e si accompagnano a intensa vergogna. Al comportamento alterato si associa frequentemente insonnia, depressione dell'umore, instabilità emotiva, accentuazione del perfezionismo e comportamenti ossessivi.
All'inizio il comportamento alimentare alterato rappresenta spesso il tentativo di trovare una soluzione a un momento di difficoltà emotiva, attraverso il sentimento di maggior libertà, potenza e maggior autostima che deriva dalla decisione di modificare il proprio corpo secondo i propri ideali estetici. Questo periodo di "luna di miele" viene rapidamente sostituito da un vissuto di costrizione, in cui tutta la propria vita viene condizionata dai comportamenti alimentari. Il pensiero del cibo e l'angoscia dell'aumento del peso occupano la mente per ore rendendo difficile lo studio, il lavoro, lo stare con gli amici eccetera.
Le relazioni con gli altri diventano più difficili, ci si isola, non si va più a mangiare fuori con gli altri né al cinema per timore di dover poi recarsi al bar. I contatti con gli altri spesso si riducono, diventa sempre più forte il sentimento di solitudine e di incomprensione. Anche nella famiglia le relazioni tendono a conflittualizzarsi sul comportamento alimentare e sul cibo. Tutto viene a ruotare attorno al comportamento alimentare e non si parla delle ansie, delle preoccupazioni e delle difficoltà emotive primitive e secondarie al disturbo.
Un discorso un po' diverso va fatto per il BED in cui in genere non è presente un ideale di magrezza, per cui verrebbe accettato anche un soprappeso o un peso normale. La sofferenza psicologica è più collegata in questi casi al sentire di non essere capaci di mantenere il controllo sul cibo, e alla preoccupazione relativa al non riuscire a fermare le abbuffate e l'incremento ponderale. In altri aspetti chi soffre di BED esprime preoccupazioni simili a chi soffre di bulimia anche in questo caso infatti il pensiero del cibo viene dominare la giornata, i sintomi psicologici che scatenano, accompagnano eseguono l'abbuffata sono paragonabili, ma in questo caso non vi sono le condotte atte a contrastare l'incremento ponderale.