Il percorso
Per comprendere il lavoro complessivo che ha portato alla condizione
attuale è utile una breve panoramica sulla cornice di riferimento
normativa e organizzativa.
Nel 1998 esce il documento della commissione ministeriale che dà
mandato alle regioni di provvedere all'organizzazione dei servizi e nel
1999 la delibera della Regione Veneto con allegato il documento della
commissione di esperti sulle linee per l'avvio e la sperimentazione di un
sistema integrato di servizi per la prevenzione e la cura dei disturbi del
comportamento alimentare.
Il documento regionale prevede che vengano istituiti a livello provinciale
dei CPD
e, presso le città sedi dell'università, dei Centri Regionali
(CR), dotati di
equipe comprendenti le diverse figure professionali
multidisciplinari per il trattamento integrato e progressivamente dotati
delle strutture atte a garantire tutti i livelli del trattamento (ambulatoriale,
ricovero salvavita, semiresidenziale e/o residenziale).
Contestualmente a tali sviluppi normativi, in diverse realtà locali
si andavano formando in risposta alle indicazioni regionali,
equipe multidisciplinari integrate in seno alle
ULSS.
Nella nostra provincia, la realizzazione di un progetto per la promozione
di azioni di prevenzione del disagio giovanile, è stata l'occasione
di un confronto tra i gruppi multidisciplinari per il trattamento dei
DCA delle
diverse ULSS
provinciali.
Ne è seguita la condivisione del progetto e successivamente la
formulazione di una proposta di un
CPD
a rete approvata dalla Regione con DGRV 371/05,
comprendente le ULSS 7,
8 e 9.
Punti condivisi, tenuto conto dell'organizzazione del territorio e del bacino d'utenza, erano:
- la necessità di poter offrire trattamenti multidisciplinari integrati a partire dall'utilizzo delle risorse qualificate già esistenti nelle realtà territoriali, in un'integrazione a rete interdipartimentale e interaziendale;
- la costituzione di servizi facilmente accessibili tenendo conto dell'estensione del fenomeno rappresento da una patologia emergente e diffusa, che investe come età di maggior incidenza, quella adolescenziale, e che necessita di trattamenti lunghi e articolati;
- la necessità di sviluppare una rete tra i gruppi multidisciplinari che si occupano del trattamento dei DCA nelle tre ULSS provinciali e i vari servizi territoriali o ospedalieri che per le loro attività vengono in contatto con soggetti che presentano un DCA;
- la complessità del percorso di costituzione della rete dei trattamenti attuata è spiegata anche dal fatto che si è dovuto fino ad ora, trovare una proposta organizzativa iso-risorse in una realtà in cui non si disponeva di risorse trasferibili ad hoc a questa attività.